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L'articolo del Consigliere Mons. Ciattini
 

La Roccia di Thomas Stearns Eliot, una proposta per scoprire e per verificare la ragionevolezza della fede entro le circostanze della vita

Quando Eliot, su commissione del vescovo Chichester, scrisse the Rock, un "pageant", una sacra rappresentazione di imitazione medievale a sostegno di una campagna di raccolta di fondi per la costruzione di nuove chiese di confessione anglicana, nella periferia di Londra, si evidenziava sempre più chiaramente il dissolversi, giorno dopo giorno, di una società costruita su valori di individualismo estremo che travolgeva e soffocava ogni intendimento di comunione non solo spirituale, ma perfino di spicciola coesistenza di buon vicinato.
Era il crepuscolo della religione in Gran Bretagna. Infatti, come afferma Simon Green, ciò che di veramente significativo nella storia della religione in Inghilterra, nel secondo e terzo ventennio del XX secolo fu definito quasi interamente dal corso e dal profilo del suo declino istituzionale e spirituale. Fu questo il momento decisivo in cui la religione in sé, forse per la prima volta nella storia e sicuramente nella storia inglese, cessò di essere un fenomeno sociale vitale. Da quel momento smise di essere significativa per sempre. In altre parole, questo fu il periodo che i sociologi interpretano come quello della secolarizzazione della società britannica, l'articolazione critica in cui le forze materiali dell'industrializzazione urbana e la logica corrosiva del razionalismo umanistico diedero il benservito alle pretese intellettuali, politiche e sociali della religione.
È di questo tempo la lucida intuizione di Pio XI che, nella sua enciclica Quadragesimo anno, in occasione del 40° anniversario della Rerum Novarum, scrive: "conseguenze dello spirito individualistico nella vita economica sono poi quelle che voi stessi […] vedete e deplorate […] tutta l'economia è […] divenuta orribilmente dura, inesorabile, crudele(n.109)".. "…Come in altre età della storia della Chiesa, noi dobbiamo lottare con un mondo ricaduto in gran parte nel paganesimo. Ora, per ricondurre a Cristo le classi diverse di uomini che l'hanno rinnegato, è necessario anzitutto scegliere nel loro seno e formare ausiliari della Chiesa, che ne comprendano lo spirito e i desideri e sappiano parlare ai loro cuori con senso di fraterno amore (n.143)".
Da qui il risveglio, o il preteso risveglio, così lodato in seguito dal pensiero sociale anglicano. Fu un tentativo, o piuttosto una serie di tentativi vagamente in relazione tra loro, di applicare gli imperativi della carità cristiana, ritenuti senza tempo, alla realtà mutevole di una società industriale. Tra gli artefici di questi tentativi è anche l'opera di T. S. Eliot che prima con l'Idea of a Christian Society, una raccolta di conferenze tenute al Corpus Christi College di Cambridge, e più ancora nelle Notes Towards a definition of Culture, cercò di tracciare un pensiero sociale cristiano compatibile con una politica tradizionale, conservatrice.
Ma già, prima di allora, Eliot aveva  chiaramente intuito che l'instaurarsi di questo stato di cose avrebbe portato l'uomo a smarrire qualsiasi riferimento a Dio, compromettendo non solo la possibilità di una comunione, ma di una qualsiasi convivenza. Scriverà infatti:

"Che vita è la vostra se non avete vita in comune?
Non esiste vita se non nella comunità,
E non esiste comunità se non è vissuta in lode di Dio.
Persino l'anacoreta che medita in solitudine,
Per il quale i giorni e le notti ripetono le lodi di Dio,
Prega per la Chiesa, il Corpo di Cristo incarnato.
E ora vivete dispersi su strade che si snodano come nastri,
E nessuno conosce il suo vicino o si interessa a lui,
Almeno che il suo vicino non gli arrechi troppo disturbo
".

Dunque c'è la necessita di un rinnovamento perché la casa è in rovina. C'è una precarietà che l'uomo può alleviare solo restaurando  e rinnovando se stesso. Costruire case, chiese e palazzi per coloro che governano la terra è poca cosa, non sono queste le opere grandi dell'uomo. C'è un'altra fatica che lo fa grande: il costruire se stesso, l'edificare quelle realtà ove lui stesso è il materiale e costruttore. Una fatica, questa, che non può essere delegata, non fuggita. L'illusione di evitarla fa misero l'uomo pur nell'abbondanza della ricchezza, lo rende straccione e indigente, seppur riccamente vestito e abitatore di sontuose dimore. Ma quale è il progetto? Quale il grande architetto che traccerà le linee cui ispirarsi per costruire?
Crediamo che la scelta di celebrare il LX anniversario della nascita del Dramma Popolare di San Miniato con la rappresentazione de La Roccia, coincida con un tempo, il nostro che, il ripetersi di analoghe situazioni, può trarre vantaggio dalle lucide intuizioni che costituiscono la trama e l'ordito del lavoro di Eliot e tessono, battuta dopo battuta, la proposta o l'annuncio cristiano di sempre:
"La vostra costruzione é imperfetta" - accusa infatti nel secondo coro Eliot - perché "avete dimenticato la pietra angolare", "Gesù Cristo medesimo". Questa dimenticanza è l'origine della rovina.
Eliot anticipa, in qualche modo, quanto sarà affermato più tardi dal beato Giovanni XXIII nell'enciclica  Mater et Magistra, riguardo al tentativo di voler ricomporre un ordine temporale solido e fecondo prescindendo da Dio - unico fondamento sul quale soltanto può reggere - e di voler celebrare la grandezza dell'uomo disseccando la fonte da cui quella grandezza scaturisce e si alimenta (cfr. n.217). Sono i singoli esseri umani, infatti, il fondamento, il fine e i soggetti di tutte le istituzioni in cui si esprime e si attua la vita sociale; essi devono essere visti in quello che sono e che devono essere secondo la loro natura intrinsecamente sociale, e nel piano provvidenziale della loro elevazione all'ordine soprannaturale (cfr. n.219).
La Chiesa, poi, è formata  di pietre vive, che hanno necessità di continuo rinnovamento, tralci che hanno da essere continuamente innestati alla vera vite che è Cristo:

 "La Chiesa deve edificare di continuo, perché è continuamente minata dall'interno e attaccata dall'esterno;
Perché questa è la legge della vita; e dovete ricordare che in tempo di prosperità
Il popolo dimenticherà il Tempio, e in tempo di avversità gli sarà contro
".

Non vogliamo assolutamente dire una qualche parola sull'opera di Eliot, siamo semplici lettori ben lontani dalle necessarie conoscenze accademiche. Siamo piuttosto tra i tanti intruppati nelle comitive che giungevano in torpedone dalle varie parrocchie di Londra, mettendo in un certo disagio i fedeli spettatori delle opere teatrali di Eliot che venivano a trovarsi mescolati, il giorno della prima e delle repliche al Sadler's Well Theatre, a queste comitive che, al termine, si univano al coro nelle parti cantate e partecipavano, al di fuori di ogni convenzione, a questo spettacolo allestito da una compagnia di dilettanti. Ci sentiamo tra costoro e con altrettanta semplicità ed entusiasmo applaudiamo all'opera di Eliot che, in qualche modo, ripete ed annuncia che solo nell'incontro dell'uomo con Dio, con l'avvenimento dell'incarnazione, la ragione, la volontà e l'affettività umane sono provocate a realizzarsi, a compiersi  secondo tutta l'ampiezza del loro desiderio di giustizia, di bontà e felicità.
Mentre si ripropone in maniera prepotente una realtà caratteristica del mondo contemporaneo: oggi gli uomini evitano le scelte, né accettano né negano Dio, semplicemente lo ignorano, pur non avendo dimenticato l'atto spontaneo dell'adorazione che è ora diretto al Denaro, al Potere, al Successo, alla Razza, alla Dialettica:

"Quando la Chiesa non è più considerata, e neanche contrariata, gli uomini hanno dimenticato Tutti gli dei, salvo l'Usura, la Lussuria e il Potere";

il cristiano è chiamato non a scoraggiarsi, ma a guardare stracolmo di speranza alla "Light Invisible" , alla "Invisibile Luce", che ha lasciato una traccia di sé negli uomini dando loro la capacità  di accendere piccole luci: la costruzione delle chiese, ma soprattutto divenire essi stessi luci visibili accese alla luce immensa ed eterna che è Gesù Cristo. Divenire santi dunque.
Non c'è un'altra via che quella della santità:

"Il grande serpente è sempre mezzo sveglio, disteso in fondo all'abisso del mondo, attorcigliato,
Nelle sue spire, finché si sveglia affamato e muovendo la testa qua e là si prepara al momento in cui potrà divorare.
Ma il mistero dell'Iniquità è un abisso troppo profondo perché occhi mortali lo possano penetrare.
Allontanatevi

Non siate troppo curiosi del Bene e del Male;
Non cercate di contare le onde future del tempo;
Ma siate soddisfatti di avere luce abbastanza
".

Poiché, scrive il santo vescovo di Antiochia, Ignazio, nella sua "Lettera ai Romani", "Dinanzi alle persecuzioni del mondo il cristianesimo non si sostiene con parole dell'umana sapienza ma con la forza di Dio".

Sac. Carlo Ciattini
Consigliere della
Fondazione Istituto Dramma Popolare
di San Miniato




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