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LA FONDAZIONE
 
LA TRASFORMAZIONE IN FONDAZIONE E LE PROSPETTIVE
 

L'attuale trasformazione dell'Istituto del Dramma Popolare da associazione di private persone in Fondazione, con il concorso dell Fondazione Cassa di Risparmio di San Mniato e del Comune di San Miniato, oltre che dell'Istituto stesso, ha prima di tutto lo scopo di perpetuare e rinverdire, semmai, una tradizione che ha portato la Festa del Teatro sanminiatese ad assumere un ruolo di primissimo piano nella diffusione della cultura di ispirazione cristiana.
maschere di cartapesta di Gianni PolidoriNaturalmente, oggi, a distanza di 67 anni dalle origini, non si tratta solo di proseguire, ma di fare i conti con una situazione storica, sociale e culturale, e anche "religiosa", molto diversa.

A un'istituzione come questa, che si ispira a valori cristiani, spetta quindi di realizzare le condizioni per un autentico dialogo con le culture, attraverso esperienze tetrali e artistiche che, rifacendosi a quelle del passato, si mostrino sensibili ai fermenti del presente nel proporre ed affermare "un teatro impegnato sui problemi e sulle inquietudini spirituali del nostro tempo" in grado di cogliere "i segni dei tempi da qualunque parte e cultura e civilità essi vengano" come scriveva già trent'anni or sono Don Giancarlo Ruggini.
Un obiettivo da perseguire innanzitutto con l'annuale Festa del Teatro che dovrà rimanere l'evento centrale dell'attività della Fondazione, senza però ricadere su se stessa ed esaurirsi nei sei-sette giorni di rappresentazioni, ma articolandosi in una serie di iniziative diverse, distribuite lungo l'anno e culminanti in un grande spettacolo estivo.

Convegni, seminari, conferenze, corsi di teatro, mostre, letture drammatiche, ospitalità di spettacoli, attività editoriali sono alcune delle iniziative che dovranno essere messe in cantiere, anche in collaborazione con altri Enti (territoriali, culturali e/o rappresentativi della società civile, religiosa ed economica), così che la Fondazione possa divenire punto di riferimento e al Giulio Brogi e Francesco Meoni in IL RE PESCATOREtempo stesso soggetto propulsivo per la realtà culturale del nostro territorio e non solo, coinvolgendo sempre più la stessa base popolare e giovanile in ossequio alla funzione eminentemente educativa che attribuivano al teatro i fondatori dell'Istituto del Dramma e che, a distanza di tanti anni, è ancora del tutto condivisibile.
In quest'ottica, particolare rilievo assume il fatto che San Miniato sia un importante polo scolastico, con una presenza di scuole di ogni ordine e grado in accordo con le quali la Fondazione potrà attuare percorsi didattici ed educativi che coinvolgano i giovani, preferibilmente non solo come fruitori di spettacoli.
Saranno attivate inoltre collaborazioni nazionali ed internazionali con scuole di teatro, istituzioni culturali e teatri di produzione per arrivare, anche attraverso una serie diversa di iniziative (promozione teatrale, seminari, attività di ricerca, esperienze di pedagogia teatrale, pubblicazioni di testi, organizzazione di concorsi per nuovi testi di "Teatro dello Spirito" e quant'altro coerente con la propria specifica identità) alla costituzione di un vero e proprio "Istituto Culturale" che, unico nel suo genere, diventi punti di riferimento e luogo di confronto per coloro che cercano, attraverso la cultura e le arti espressive in generale, un senso più alto e un'esperienza di alterità.
Virginio Gazzolo ed Arnoldo Foà in FIORENZA
"A San Miniato si è sempre fatto del teatro impegno nella direzione di uno spiritualismo aperto, inquieto, che chiedeva confronto e dialettica". (Roberto De Monticelli).
"Ci sono state certo, come nei vigneti, le annate migliori e le annate meno felici: ma non ci sono state concessioni di comodo, non ci sono state rinunzie a una tematica di base: c'è stata, soprattutto la convinzione che il teatro debba essere una fonte di nutrimento dello spirito, debba essere un mezzo di comunicazione diretto, immediato, debba essere una testimonianza di una stagione umana..." (Paolo Emilio Poesio).
"Un teatro spirituale, cristiano, non apologetico, non attaccato alle viete formule ma vivo, libero, arrischiato, pronto a sbagliare, a scandalizzare, per accertare la verità, un teatro che vede i problemi di oggi nella luce di sempre". (Achille Fiocco).

Queste parole di tre illustri critici teatrali, tra i tanti che, nel corso degli anni, hanno recensito gli spettacoli e commentato le vicende dell'Istituto del Dramma Popolare di San Miniato: esse costituiscono autorevoli e lusinghieri giudizi sul passato, ma rappresentano, al tempo stesso, l'indicazione di principi a cui la Fondazione dovrà ispirarsi per il futuro.


 

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